SOTOZEN.COM > Templi della scuola Soto > Alla scoperta dei sacri templi del buddismo zen Soto in Giappone > Vol.5 Kotaiji, tempio dello zen Soto
Nella Sala del Grande Buddha (Daibutsuden) si trova una statua del Buddha Vairochana (Birushanabutsu), manifestazione della verità cosmica.
Nel XVII secolo, la diffusione del cristianesimo a Nagasaki pose difficoltà alla prosperità di altre religioni. Nella speranza di migliorare le opportunità del buddhismo, nel 1608 Kyo Ryokaku fondò il tempio Kotaiji. Per commemorare quest’opera, nella Sala del Fondatore è stata posta una statua che lo rappresenta e il 9 settembre si tiene una cerimonia in sua commemorazione.
Da più di 300 anni questa statua di Vairochana (alta 3,4 metri) protegge gli abitanti di Nagasaki.
Per i bambini dell’asilo, i monaci del Kotaiji sono buoni amici.
Nella metà del XVII secolo, quando Gesshu Sorin era il terzo abate, vennero ricostruiti gli spazi per i monaci, la residenza dell’abate e la Sala zen. Con l’installazione di una triade ricevuta in donazione e composta da una statua di Shakyamuni affiancata dai due bodhisattva Manjushiri (Monju) e Samantabhadra (Fugen), la struttura è stata completata come si conviene a un tempio zen.
Nel portale Niomon davanti alla Sala principale sono poste le statue di due divinità protettrici e la targa con la scritta Kotaiji. L’atmosfera è animata dai bambini dell’asilo del tempio e dai fedeli che giungono per partecipare alle sedute di zazen. Oggi, nella tranquilla Nagasaki dove cristianesimo e buddhismo convivono armoniosamente, il Kotaiji è un importante riferimento spirituale per chi crede negli insegnamenti del Buddha.
Oggi, l’area del monastero del Kotaiji, cambiata poco rispetto a quando Siebold viveva a Nagasaki, è per i fedeli un luogo familiare e in cui sentirsi a proprio agio.
■ Luogo
in tram, scendere alla fermata Kokaidomae o Shianbashi, entrambe a cinque minuti a piedi da Teramachi, dove si trova il Kotaiji.